Alto contatto con i neonati

Non tenerlo smepre in braccio altrimenti si vizia. Lascialo piangere un po’ altrimenti diventa un mammone. Non metterlo mai nel lettone altrimenti poi non lo togli fino ai 10 anni.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi e questi consigli gratuiti davvero irritanti?
Davvero tante.

Ma è poi vero che si viziano? Che dare loro continuo amore e coccole li rovina e li crea dipendenti?

Si sono sempre fatti più studi in merito e i risultati parlano chiaro. Amore e affetto sono la base per costruire un rapporto solido e per far si che crescano più sicuri in loro stessi.

Pensate ad un bambino di pochi mesi che si sveglia e piange, piange, piange, piange senza che nessuno lo vada a prendere. Certo dopo un po’ smetterà ma in lui resterà la sensazione che in caso di necessità nessuno arriva, che a volte anche chiedere aiuto non serve.

Certo a volte è dura perchè i bambini quando sono piccoli richiedono tanto tempo, dedizione e a volte anche fatica fisica ma rispondere alle loro necessità in ogni momento li farà crescere sicuri e fiduciosi in loro stessi.

Sapere che in caso di bisogno la mamma od il papà ci sono li farà crescere più sicuri e determinati.

Ma attenzione che ciò non significa fare tutto per loro.

Significa essere al loro fianco ed aiutarli a crescere, ad imparare, anche sbagliando a volte. Montessori afferma: aiutami a fare da solo.

E questo deve fare un genitore. Esserci e far si che imparino a camminare con le loro gambe ma mettendo sempre la mano se stanno per cadere o per aiutare ad alzarsi. Solo cosi cresceranno consapevoli e forti.

Ecco quindi che prenderlo in braccio quando piange non è affatto deleterio, anzi. Lo aiuterà un giorno ad essere un adulto più forte.

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